September232012

Che chi vuole la bici e chi gliela pedala

dapa:

Siamo tutti fratelli e quelle stronzate là. Detto questo, è normale che se muoiono tredici scalatori durante una valanga devo saperlo attraverso i mezzi d’informazione? Chi corre volentieri il rischio di morire per passione, come uno scalatore, o per passione e per vanità, come un motociclista, o per passione, per vanità e per fare soldi facili mettendo sotto i piedi qualsivoglia ideale, come un militare volontario, ha davvero un’importanza maggiore di chi muore senza che dovrebbe correre alcun rischio, come gli 890 morti sui luoghi di lavoro dal primo gennaio ad oggi di cui una ventina saranno stati citati, di cui qualcuno giusto perché montava palchi di cantanti famosi? E quelli morti senza assicurazione a cui non spetterà assolutamente nulla nonostante l’economia di questo Paese si regga sul lavoro a nero? Qual è il criterio che spinge a ricordare come eroi i militari, i motociclisti e quelli che salgono sulle montagne perché a casa si annoiavano, più di quelli che mandano avanti questo mondo ogni giorno? Perché dovrei voler sapere che una persona che poteva effettivamente morire, è morta? E dov’è la notizia? Non c’è alcun giudizio, solo ricordo mia madre, che ogni volta che salivo su un albero mi diceva «Fa come ti pare, ma se ti fai male senza che vieni a piangere da me, che poi prendi il resto». Io penso solo che i telegiornali hanno avuto mamme di merda.

(Source: ildapa)

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