Di seghe e di quell’altre cose di cui non si può dire il nome
Le differenze fra maschi e femmine sono tante, ma questa è particolarmente evidente e comica: l’approccio alla masturbazione. Già mi immagino le vostre facce: se siete maschi vi verrà da domandarvi dove voglio andare a parare; se siete donne, nella gran parte dei casi avrete fatto una faccia schifata.
Il fatto è che il 99% dei maschi si masturbano regolarmente, e grandissima parte di loro lo ammette senza pudori. Anche quelli che non si masturbano (o che, molto più probabilmente, lo fanno ma non lo ammettono) in genere sono disposti a considerare che farsi una sega è una cosa normale, e che non c’è niente di male.
Le donne no. Le donne sono restìe. Sarà il moralismo cattolico imperante, sarà il pudore ereditato dalle nostre bisnonne, ma come dico la parola ditalino so già che la ragazza che ho davanti arrossisce, spalanca gli occhi o alza il sopracciglio. Eppure (statistiche mie, ma basate su campioni credibili e reali, fidatevi: anni e anni di morose e amiche a qualcosa servono!) almeno la metà delle ragazze si masturba regolarmente. Il fatto è che le donne questo non lo sanno, o fingono di non saperlo. Ieri sera l’ennesima conferma: “ma che zoccole conosci?”. Zoccole? Solo perché si trastullano ogni tanto? Ebbene sì, per quelle che non si toccano (espressione orribile, diomio) e per quelle che lo fanno ma non lo ammetterebbero nemmeno sotto tortura, quelle che lo fanno sono “uno schifo”. Una ragazza, non troppo tempo fa, mi chiese “Ma che gusto ci trovano?”: cioè, ma tua mamma non ti ha spiegato nulla? Te lo devo spiegare io che (a meno di sorprese) appartengo all’altra metà del cielo?
Ragazzuole mie, serve ilciospo per ricordarvi che siamo nel 2012 e forse sarebbe il caso di cominciare a aprire gli occhi? E soprattutto: mi spiegate che vantaggio c’è a voler continuare a credere negli unicorni?
